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La Casa della Memoria al Futuro a Maiano Lavacchio

Quello che vogliamo a Maiano Lavacchio è un luogo infinito nel senso di mai finito, sempre in costruzione e, come deve essere per la cultura, senza limiti fisici

Giovedì 8 novembre il progetto Erasmus + Our memories and I, iniziato nel 2017, che avrà conclusione con l’ultimo incontro fra i partner, a Spalato, nel maggio 2019, ha dato di fatto il via all’attività nel nuovo centro culturale Casa della memoria al futuro dell’ISGREC a Maiano Lavacchio in Toscana.

L’ISGREC con l’Istituto Rosmini di Grosseto, l’EUROM (European observatory on memories) dell’Università di Barcellona, MUME (Museu memorial de l’exili) di La Jonquera, il Liceo Monturiol di Figueres, gli istituti superiori di Perpignan (liceo Maillol e collegio Pagnol), il Museo del muro di Berlino e l’Associazione Hub culture Croatia di Spalato avevano come tema di progettazione un memoriale là dove il 22 marzo del 1944 11 giovani furono uccisi dai fascisti.

Non ho impiegato molto a far capire ai giovanissimi progettisti che è il loro futuro che stavano progettando e che quello di cui abbiamo bisogno non è certamente uno spazio dove cristallizzare una memoria che ha offeso la storia dell’uomo.

Ciò che ancora sta accadendo ai giorni nostri ci dice che non è più sufficiente un monumento, un monito per convincere gli uomini ad abbandonare guerre e stermini prendendo a pretesto differenze razziali e culturali. Occorre pensare a luoghi dove le relazioni, attraverso la storia e la memoria, possano costruire senza distruggere un futuro di alleanze, patti sociali. Dove alla miseria dell’odio si possa sostituire la risorsa dell’amore, l’unica in grado di garantire la nostra sopravvivenza felice su questo pianeta a patto che venga rivolta a tutto ciò che ci circonda. Non è inculcando sensi di colpa che possiamo risarcire l’odio esercitato da alcuni dei nostri padri.

Le proposte hanno come obiettivo principale la trasformazione di questo spazio in un luogo di relazioni rendendolo non solo emotivamente carico e armonico col contesto ma utilizzandolo come elemento di produzione e di crescita culturale, in grado non di sfoggiare cultura e conoscenza, ma di moltiplicarla attraverso lo studio attivo della storia nella contemporaneità. Non saranno le sue relativamente esigue dimensioni a limitare lo spessore culturale che sarà in grado di generare perché un vero luogo non ha limiti spaziali e neppure temporali. Quello che vogliamo a Maiano Lavacchio è un luogo infinito nel senso di mai finito, sempre in costruzione e, come deve essere per la cultura, senza limiti fisici. E.M.

 

La Casa della Memoria al Futuro